I direttori d’orchestra di noi stessi
Un bubbolìo lontano…
Rosseggia l’orizzonte, come affocato, a mare:
nero di pece, a monte, stracci di nubi chiare
tra il nero un casolare: un’ala di gabbiano.
Temporale,del carissimo Pascoli che a breve mi toccherà conoscere di persona o quasi…
già il nome preannuncia tutto…Pascoli,caro Alessandro,bruchi su queste pagine,si nutra di queste parole…le rielabori e le ripeta beelando come una muta pecora…
La chiamano conoscenza…ma si chiama memoria,nulla di più infecondo se non sostituito dall’amore per la materia.
Arte dura,ma una volta scoperta,diviene l’arte più pura e cristallina…che si traduce e si traspone nella propria sfera…
La serata di ieri,abbastanza bene…i Dj che hanno sfondato,la Guest come al solito ottima… la massa inerme ballereccia in preda alla deidrogenasi dell’alcool etilico…
E fuori?tonalità fredde,atone…nemmeno tonalità le chiamerei,forse riflessi di ghiaccio.Non so nemmeno se sta piovendo,ah cara pioggia Londinese…manchi troppo nell’aria.
Londra Londra…una sola lettera maiuscola è anche troppo poca,toccherebbe chiamarti LONDRa…con un’ultima lettera minuscola perchè c’è sempre da migliorare…nulla è mai perfetto…e Leopardi c’aveva capito tutto….
E anche per questo,per quanto possiamo sforzarci,non possiamo mai ammettere al 100% l’esistenza di un dio creatore…
chiamatemelo Heisenberg,chiamatemelo Aristotele,ma questo principio è quanto più di oggettivo…
Il metronomo batte i rintocchi,scandisce il tempo…
un’emozione entra in gioco…il metronomo accelera…i battiti accelerano,da un adagio andiamo all’andante…
Si dorme ma si pensa,il metronomo decelera…
Si muore,il metronomo cessa.Ma non per questo,occorre piangere.
Durante tutto il TEMPO che il metronomo ha scandito,ha regnato una musica soave,un’opera intera,fatta di pause,arie,motivi dominanti,ritornelli…
La musica della vita,fatta di emozioni,punti morti e momenti shockanti che irrompono e cambiano il tema dell’opera… E sta a noi interpretarla e dirigerla…siamo i direttori d’orchestra di noi stessi…
